L’acqua, la fisica e la memoria di Emilio Del Giudice

Emilio Del Giudice è scomparso la mattina del 31 gennaio scorso, lasciando un grande vuoto nel mondo scientifico italiano.

Napoletano verace, proprio a Napoli conseguì la laurea in Fisica e la specializzazione in Fisica Teorica e Nucleare e per numerosi anni insegnò presso la stessa Università in cui era cresciuto.

Certamente di lui si possono ricordare i lavori di ricerca svolti all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e all’International Institute of Biophysics di Neuss (Germania), oltre alla collaborazione con uno dei più evoluti teorici della fisica mondiale, il professor Giuliano Preparata. Con lui lavorò all’elaborazione dei principi dell’elettrodinamica quantistica (QED) che riaprirono il dibattito intorno alla cosiddetta “memoria dell’acqua” e alla attivazione elettromagnetica delle sue molecole.

A noi piace però ricordarlo mentre a Milano, nel febbraio del 2011, insieme al Premio Nobel Montagnier descriveva le relazioni “sessuali” tra le molecole, spiegando che le molecole d’acqua possono essere poligame o monogame e in relazione alle loro scelte possono attivare alcuni processi biochimici o altri del tutto differenti e inaspettati.

Poneva al pubblico la domanda su come facciano le molecole a trovare la loro strada in un tempo veloce durante una reazione biologica. Quando in un sistema di reazione vengono inserite le materie prime, regolate le sostanze fisiche e le molecole si urtano, producono un gran numero di specie chimiche. Sono esseri poligami promiscui… Se le molecole non hanno indicazioni specifiche “vanno col primo che capita”, e in breve si producono tutte le specie compatibili.

Ma la materia vivente ha dei codici biochimici. All’interno di cicli biologici orientati alla vita, le molecole diventano monogame. In alcuni specifici cicli biologici sono perfettamente orientate e trovano in modo rapido le molecole con cui interagire.

In queste situazioni, l’atto seduttivo di una molecola diversa potrebbe cambiare l’atto biologico stabilito e diventare disturbante (o cambiare comunque il processo, in senso favorevole alla guarigione).

Una volta “digerita” questa metafora sulla monogamia o sulla poligamia delle molecole, dobbiamo riconoscere che nel nostro organismo le reazioni avvengono in modo estremamente più veloce di quanto avvengano al di fuori della materia vivente.

La modalità con cui le molecole si trovano una con l’altra sono di tipo elettromagnetico, come se arrivati nella stazione di una città per incontrare qualcuno che abita lì, anziché chiedere ad ogni persona che incontriamo se effettivamente sia la persona da incontrare, semplicemente chiamassimo col cellulare la persona cercata e ci dicessimo dove incontrarsi.

Così funziona il sistema biologico, attraverso riconoscimenti elettromagnetici e non solo biochimici. L’energia e il campo elettrico sono fondamentali per la comprensione della realtà.

Con questa semplice comunicazione Del Giudice raccontava uno degli eventi più straordinari della biologia degli esseri viventi, aiutando a comprendere eventi banali che sono simbolo del funzionamento dei codici o dei segnali di comunicazione tra le molecole.

Uno degli esempi più eclatanti è quello del vapore acqueo che nel momento in cui la temperatura arriva a 100 gradi (in discesa) diventa acqua in modo coordinato e contemporaneo iniziando ad addensarsi come seguendo un comando di tipo elettronmagnetico.

Se il processo fosse solo di tipo biochimico e termico, la trasformazione sarebbe casuale e scoordinata, mentre la contemporaneità dell’evento in tutto l’ambiente interessato dovrebbe stupire ogni giorno chimici e biochimici che invece danno il processo per “certo”, senza porsi una domanda sul come questo avvenga.

Lo stesso paradigma va applicato al sistema vivente. Alcune cose (probabilmente tutte) non avvengono solo per equilibri biochimici, ma per induzioni elettromagnetiche, attraverso una forma di energia perfettamente nota che semplicemente certa Scienza non vuole mischiare alla conoscenza chimica e farmacologica. Come se una persona volesse solo ricevere lettere (biochimica ponderale) e rifiutasse di ricevere telefonate (modifica elettromagnetica di un sistema).

Nella pratica la gente riceve lettere e riceve telefonate. Scrive messaggi sui fogli e parla al telefono. La realtà è fatta dalla interazione tra chimica, biochimica e campi elettromagnetici.

La medicina di oggi tende a stare in un suo angolo a occuparsi solo di massa e di concentrazioni di sostanza, rifiutando la forza dei messaggi elettromagnetici che sono invece parte della vita di ogni giorno; questo particolare approccio negativo appare chiaro da interventi come quello di Remuzzi cui rispose Roberti di Sarsina sul Corriere della Sera: quando la scienza sfiora il campo dell’Omeopatia, anche se in modo rigorosamente scientifico, certo mondo medico non può che tentare di opporsi con la proterva e la forza delle lobby.

Emilio Del Giudice ci mancherà. Sorridente e ironico, capace di fare ridere la gente alle sue conferenze dotte e sempre in grado di fare riflettere sulla realtà biologica e sul senso della Medicina intesa nel modo più ampio e globale.

Eurosalus ha citato e commentato le sue ricerche, parlando di lui in questi articoli:

  1. La scoperta dell’acqua fresca
  2. Sempre più certe le basi dell’Omeopatia
  3. L’acqua diluita come farmaco: la realtà fisica conferma le intuizioni dell’Omeopatia

Attilio Speciani

Allergologo e Immunologo Clinico

L’acqua, la fisica e la memoria di Emilio Del Giudiceultima modifica: 2015-06-02T18:00:32+02:00da pipaola1
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