Sempre più certe le basi dell’omeopatia

È straordinario pensare che una scoperta scientifica di valore enorme, già ripetuta con gli stessi risultati in almeno 4 laboratori mondiali, venga irrisa da chi non ha competenze specifiche nel ramo della fisica. Il lavoro di Montagnier ed il lavoro di Del Giudice sono stati descritti in malo modo sul Corriere della Sera dal professor Remuzzi.

Il professore, illustre nefrologo che si occupa di trapianti, nella sua critica si è poi anche perso in comunicazioni sulla pericolosità dell’omeopatia, richiedendo una replica da parte del collega Paolo Roberti di Sarsina, recentemente confermato come esperto del Consiglio Superiore di Sanità, che è intervenuto su queste affermazioni ostili: «Circa il lavoro di Montagnier, pubblicato sul Journal of Physics, ho la dignità di non esprimere parere, dal momento che non è la mia materia, sottolineo solo che si tratta di un Premio Nobel, non del primo parvenue. (Montagnier L et al, Journal of Physics: Conference Series 306 (2011) 012007 doi:10.1088/1742-6596/306/1/012007).

Nel merito di quanto afferma il dott. Remuzzi nel suo intervento sul Corriere della Sera, sui malati di leucemia, linfoma e di malattie autoimmuni o gravi che a Suo dire si sarebbero visti sospendere dal proprio medico specializzato in omeopatia le terapie che li avrebbero guariti, a favore di interventi non convenzionali e omeopatici, è appena utile ricordare che tutto ciò è falso. Mai nel nostro paese un medico iscritto all’Albo è stato condannato con sentenza passata in giudicato per pratiche avventate di questo tipo, e quindi le affermazioni del collega sono solo sommarie generalizzazioni di chi è ostile a priori a nuovi paradigmi di salute.» (Questa citazione è ripresa dal comunicato stampa di AIOT distribuito nella giornata di ieri).

L’esperienza di Montagnier è la riedizione, fatta in modo più preciso e ripetibile, di quanto già il premio Nobel aveva presentato a Milano nel settembre 2009. Alcuni frammenti di DNA, diluiti in acqua, sono in grado di indurre la presenza nell’acqua di una particolare caratteristica vibrazionale. Questa caratteristica dell’acqua, misurabile, si mantiene presente anche in successive deconcentrazioni (iluizioni) dell’acqua stessa.

Significa che esiste una memoria dell’acqua, e che va studiata ed approfondita. Gli scienziati di casa nostra si limitano a dire che non è vero e che comunque l’omeopatia è pericolosa. E continuano imperterriti a farsi definire scienziati… Per fortuna la scienza è altro.

Attilio Speciani

Allergologo e Immunologo Clinico

Sempre più certe le basi dell’omeopatiaultima modifica: 2015-06-02T17:59:37+02:00da pipaola1
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